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martedì 28 dicembre 2010

Voglio un ragazzo che...

Voglio un ragazzo che mi tenga per mano in fila al centro commerciale e che faccia morire di invidia le altre ragazze. Voglio qualcuno che canti per me nei momenti più impensabili anche stonando un po'. Qualcuno che sia più imbranato che romantico, ma che sia anche romantico. Un ragazzo che mi tiri i peluche quando faccio la scema. Qualcuno che scommetta con me baci sul fatto che mi può battere a tutti i vecchi giochi della playstation e poi mi lasci vincere. Un ragazzo che mi prenda in giro solo per sentire il suono della mia risata. Giocherebbe coi miei capelli tutto il tempo e mi sorprenderebbe con anelli da 50 centesimi. Qualcuno con cui poter condividere un lecca-lecca e con cui stendermi su una coperta per contare le stelle. Ci faremmo a vicenda le foto più stupide e ci spruzzeremmo con le pistole ad acqua in casa. Ma più di tutto, un ragazzo che sia il mio migliore amico e che non mi spezzi mai il cuore. Che mi faccia sempre solo ridere.


Sono fortunata perché io un ragazzo così l'ho trovato.

lunedì 22 novembre 2010

Siamo fatti per stare insieme

[...] Poi, certamente, ogni tanto nella vita ti capitano delle botte di culo. E dopo, solo dopo aver perso comunque il senno, il sonno, la ragione e i sentimenti per qualcuno, ti rendi conto - ma dopo, del tutto incidentalmente - che quella lì è anche la persona giusta, anzi perfetta per te. E allora alè, felicità a mille, festeggiamenti, dichiarazioni di fedeltà, e deliri sul Fato, il Destino, la Predestinazione, i bioritmi e Marte in Ariete e "Io l'avevo capito subito la prima volta che l'ho visto che era l'uomo giusto per me": balle. È solo una botta di culo. [...]


Oggi ho rispolverato un monologo che avevo imparato all'inizio dell'anno e che poi era finito nel dimenticatoio: la grande Lella Costa col suo "L'amore non è cieco". Come tutte le volte, mi sono fatta una grande risata perché è fenomenale, divertente e... beh, direi anche abbastanza vero. Come vogliamo definire quello stato di grazia in cui siamo certi di aver trovato l'altra metà? Quando si capisce che si è fatti proprio per stare con una certa persona e non con qualcun altro? Quando si comincia ad interiorizzare la certezza che le cose dovevano proprio andare così, da sempre? È esaltante, appagante e fa anche un po' paura, ma in senso buono. Cos'è per me l'Amore già l'ho detto e probabilmente ho usato molte più parole di quante fossero necessarie in realtà, ma solo perché è un sentimento basilare eppure così complesso da richiedere la descrizione di mille sfaccettature tutte diverse se lo si vuole raccontare. Solamente più di recente ho realizzato che ci sono proprio cascata dentro in pieno, mi ci sono buttata come Mr. Darcy nel lago della famosissima scena con tutti (o quasi) i vestiti ancora addosso.
E quindi? Io e te siamo fatti per stare insieme? Siamo destinati ad essere una cosa sola? Era scritto fin dal principio che dovevamo innamorarci ripetutamente?
Forse...

Forse sì.

O più probabilmente è stata e continua ad essere una gran botta di culo.

martedì 26 ottobre 2010

Buon viaggio, Marietta

Cos'avevo detto nell'ultimo post? Che le cose cominciavano ad andare bene? Ecco, quest'anno va così: appena mi fermo un istante a pensare che finalmente tutto gira dal verso giusto, che è un bel periodo, che sono felice succede qualcosa di brutto. Sarò io che mi attiro da sola la sfiga? Non ci credo... insomma, in questo bel momento ieri è venuta a mancare la nonna Maria. 
Sapevo che sarebbe successo presto, speravo addirittura che succedesse, però non è mai bello quando poi capita davvero. Almeno ora sta bene ed è tornata con Tony (mio nonno era così tenero quando la chiamava, mezzo in dialetto veneto, "la me dolce metà"). Avrà anche scoperto che le abbiamo detto un po' di bugie a proposito di Anthony, ma sono sicura che ha capito il motivo... e adesso se lo può coccolare senza paura di farlo cadere.
Non so perché, ma quando muoiono persone care comincio sempre a pensare alle cose che facevano da mangiare e che ora non ci sarà più qualcuno che mi preparerà quella determinata cosa esattamente allo stesso modo, con lo stesso sapore...
La nonna Maria per me sa di conserva di pomodoro, i pomeriggi d'estate in terrazza, le cassette rosse al sole, i pentoloni pieni d'acqua bollente, le bottiglie di passata, i barattoli di pelati...
Sa dell'anice con cui profumava le pizzelle, spalmate di marmellata chiara per merenda...
Sa di montagne di patate pelate, tagliate, lasciate in ammollo e fritte, il sabato sera...
Sa di fusilli alla nizzarda, maionese, olive, tonno e uova sode... e cetriolini sott'aceto.
Sa di arrosto col sughetto sbruciacchiato e patate al forno con la crosticina, di frittelle di fiori di zucca e torta di carote, di gnocchi di patate normali e al formaggio e pasta al forno con un angolo senza besciamella...
Sa anche di pizza al taglio il martedì a pranzo, perché il lunedì la pizzeria era chiusa per turno.
Mia nonna suona così e così e ha il colore acceso e deciso, forte come lei, dei fiori di fucsia che mi lasciava rubare dalle sue piante per usarle come bacchette magiche.
Ciao nonna, c'è una bicicletta per te anche in Cielo.
Ti voglio bene.

martedì 20 luglio 2010

Como agua para chocolate



"Tutti abbiamo dentro di noi gli elementi necessari per produrre il fosforo. Ma c'è di più. Benché nasciamo con una scatola di cerini dentro di noi, non possiamo accenderli da soli, abbiamo bisogno, come nell'esperimento, di ossigeno e dell'aiuto di una candela. Solo che in questo caso l'ossigeno deve provenire, per esempio, dal fiato della persona amata; la candela può essere un tipo qualsiasi di cibo, di musica, di amore, di parola o di suono che faccia scattare il detonatore e accendere in tal modo uno dei fiammiferi. Per un momento ci sentiremo abbagliati da una intensa emozione. Si produrrà dentro di noi un piacevole calore che con il passare del tempo si andrà affievolendo, lentamente, finché non sopraggiungerà una nuova esplosione a ravvivarlo. Ogni individuo deve scoprire quali sono i detonatori che lo fanno vivere, poiché è la combustione che si produce quando uno di essi si accende a nutrire di energia l'anima. In altre parole, questa combustione è il nostro nutrimento. Se non scopriamo in tempo quali sono i nostri detonatori, la scatola di cerini s'inumidisce e non potremo mai più accendere un solo fiammifero. Se questo accade, l'anima fugge dal nostro corpo, va errando nelle tenebre più profonde e cerca invano di trovare nutrimento da sola. Non sa che glielo potrebbe dare soltanto il corpo che ha lasciato inerme e pieno di freddo."
                                            dottor John Brown



giovedì 13 maggio 2010

The origin of Love


Ancora una volta a parlare d'amore... lo so: sono monotona... forse perché l'amore è una parte essenziale della mia vita, sia quando c'è che, soprattutto, quando manca. Qualcuno ha già detto la sua... Mi sono trovata a chiedermi (o meglio, mi è stato chiesto) cos'è per me l'Amore. Mica facile trovare una risposta.

Mica. Facile.
 
Inevitabilmente la prima cosa che viene da fare è ripensare a come ti sentivi, a quello che provavi le volte in cui in passato hai detto quelle due paroline a qualcuno.
Tre diverse persone.
Tre fasi diverse della mia vita.
Tre modi completamente diversi di amare.

La prima volta in cui provi qualcosa di forte.
L'uomo con cui pensi che potresti passare il resto della vita.
La passione che ti spiazza, travolgente e totalizzante.

Cos'hanno in comune queste tre esperienze? Perché ogni volta, nella mia testa, l'ho chiamato Amore?
Ti svegli al mattino ed è la prima cosa a cui pensi. È costantemente con te per tutta la giornata, in ogni cosa che fai. E alla sera è il tuo ultimo pensiero cosciente prima di cedere al sonno. Ma fin qui potrei tranquillamente aver descritto un'ossessione invece che l'Amore.
 
Quando ero più piccola il mio metro di giudizio erano i batticuori, le farfalle nello stomaco... come mi accelerava il respiro quando ricevevo una lettera, come il cuore mi batteva all'impazzata quando squillava il telefono, come una carezza sul braccio già mi faceva girare la testa e imporporare le guance. Purtroppo devo ammetterlo: una cosa del genere mi è ricapitata anche non troppo tempo fa... cervello spento, completamente. Perché, se ci penso razionalmente, lo so che non è questo l'Amore... semmai, se proprio devo dargli un nome, è innamoramento. Ed è bello, chi dice di no, bellissimo... ma non è ancora Amore.

Ma porca miseria! L'ossessione, ce l'ho. L'innamoramento, ce l'ho. Perché invece la definizione di Amore deve essere così difficile da trovare? Non credo che sia così complicato...  Non può essere così complicato! L'Amore è semplice, la maggior parte delle volte... è tutto ciò che ci gira attorno che complica le cose.
So che cosa non è... ma cos'è... quello rimane forse un po' un mistero... però voglio provarci.

Non è avere il battito accelerato per una telefonata. È l'incazzo (prima) e la preoccupazione (poi) quando sai che doveva chiamare e il telefono non suona.

Non è avere le farfalle nello stomaco prima di incontrarsi. È sentire un vuoto terribile dentro quando ci si lascia.

Non è solo avere interessi in comune. È condividerli.

Non è farsi regali costosi. È regalarsi anche solo delle cazzate e considerarle ancora più preziose.

Non è vedere ogni cosa nello stesso modo o, al contrario, pensarla in modo diverso su tutto. È confrontarsi continuamente.

Non è solo stare bene uno in compagnia dell'altra. È essere complici.

Non è parlare la stessa lingua. È capirsi e saper leggere anche i silenzi.

Non è solo immaginarsi i dettagli di una vita insieme. È non riuscire proprio ad immaginarsi una vita separati.

Non è solo poter essere completamente sinceri a tutti i livelli. È non aver bisogno di mentire.

Non è solo pensare a come impiegare il tempo insieme. È essere certi che qualunque cosa si faccia, purché sia insieme, andrà comunque bene.

Non è solo finire l'uno le frasi dell'altra. È capirsi solo guardandosi negli occhi.

Non è far venire l'altra persona prima di altre cose o persone nella propria scala di valori. È considerarla proprio fuori scala.

Non è solo attrazione fisica o intrippamento mentale. È completarsi ad ogni livello.

Non è solo essere fedeli. È non sentire il bisogno di tradire.

Non è solo darsi completamente all'altro. È non aspettarsi niente in cambio (anche se, già l'ho detto, a tutti piace quando poi quel qualcosa arriva).

Non è solo essere felici per quello che si riceve o per come l'altra persona ci fa sentire. È gioire della felicità altrui.

Non è solo sostenersi nei momenti difficili. È sentirsi impotenti quando non si riesce a togliere il peso dalle spalle dell'altra persona per portarlo sulle nostre.

Non è solo perdersi nell'altro. È lasciare avvicinare tanto questa persona da permetterle di perdersi in noi.

Non è darsi fiducia col contagocce per paura di soffrire. È darsi fiducia incondizionata anche se si ha una paura tremenda.

Non è non litigare mai. È avere la certezza che poi si farà pace.

Non è guardarsi e vedersi comunque "belli belli belli in modo assurdo". È riuscire a non temere mai il riflesso di noi che quell'altro paio d'occhi ci rimanda.

È tutto questo e molto altro, ma potrei non fermarmi più. Dell'affetto e del volersi bene non ho nemmeno parlato perché mi sembra superfluo, no?



Io ci credo, alla storia della mezza mela. Alla teoria dell'Amore di Platone, di un'anima sola divisa in due corpi. È l'unica cosa che mi ha fatto piacere la filosofia, al liceo (grazie, Giry: ti ho veramente adorato). Credevo anche che nel mondo fosse solamente una la combinazione perfetta possibile tra due metà... ma sai che c'è? Che con sei miliardi di persone non è possibile che tu funzioni bene con un'altra persona soltanto. Magari ci saranno combinazioni "diversamente" perfette, ma ugualmente valide. Altrimenti dovrei pensare che la maggior parte della gente si accontenta. Per qualcuno è sicuramente così, ma mi rifiuto di credere che sia così per tutti. Mi sono accontentata in passato, ma non mi voglio più accontentare.

Sono stata argento da bere per qualcuno; per qualcun altro sono stata l'oro da aspettare. A mia volta ho bevuto argento e aspettato oro... ad essere sincera ho anche stupidamente aspettato l'argento (o forse era addirittura rame?), ma questa è un'altra storia, la storia di una piantina di plastica. Voglio l'oro. Anzi, mo' me la tiro pure un po': voglio il platino.

Detto ciò... adesso sono innamorata? No. Sono ossessionata? Non credo proprio. Amo? Forse.  Alcuni sintomi ci sono, chiari e nitidi, ma non ancora tutti. O forse è solo la solita fottutissima paura che mi blocca.

Ai posteri l'ardua sentenza.

venerdì 19 marzo 2010

No day but today: measure your life in LOVE

Aria di cambiamenti... sarà la primavera che bussa alla porta?

Lunedì mattina credevo che il mondo, il mio mondo, fosse finito.
Disastro totale. Distruzione apocalittica. Un vero e proprio macello, insomma.
Ma per lo meno ero fuori dal limbo. Bella consolazione, no? sapere di non trovarsi più nel limbo e di essere precipitati all'inferno... Decisamente un pessimo inizio di settimana. Un pessimo inizio d'anno, in realtà.

Poi un raggio di sole.
Una panchina. Una birra. Un sorriso.
Non dico che tutto si sia sistemato all'istante, ma i torrenti di lacrime hanno trovato una diga forte e sicura pronta a contrastarli. Qualcuno ha rimesso in piedi le mie fondamenta che erano sul punto di crollare: il pianto si è calmato e ho intravisto di nuovo la strada per il paradiso.
Per lo meno ora so che ci può essere ancora un paradiso... lontano forse, difficile da raggiungere, ma c'è. E' là, da qualche parte e so che sta aspettando me.
Ce la posso fare: sarò felice, lo so.

E dato che alla fin fine il mio mondo era in qualche modo sopravvissuto al tracollo, martedì ho fatto una cosa che non avevo mai fatto prima in vita mia... e ne serberò per sempre uno splendido ricordo. E se il ricordo pian piano sbiadirà, avrò sempre le mie parole scritte a farmi rivivere quei momenti.

Si continua, ci si rialza, si prende un'altra strada... magari si cammina con un po' più di incertezza dopo essere caduti ed essersi fatti male, ma non si può rimanere stesi a terra ad aspettare chissà chi o chissà cosa. Si va avanti.

Basta vivere di ricordi, di passato. Basta sperare in un futuro che non so cosa o dove porterà. E' il presente che devo vivere. E' il presente che è importante. Questo momento, ogni momento: in ogni istante vive la mia eternità.

Ho amato.
Amo.
Amerò.
E non sarà mai tempo sprecato.

"Yesterday is history, tomorrow is a mystery, but today is a gift. That is why it is called the 'present'."
"Ieri è storia, domani è mistero, ma oggi è un dono ed è per questo che si chiama 'presente'."

domenica 14 marzo 2010

Un amore di plastica

Love is a many splendored thing
Love lifts us up where we belong

All you need is love!

Love is just a game


Volevo essere più forte di ogni tua perplessità, ma io non posso accontentarmi se tutto quello che sai darmi è un amore di plastica!




Oggi va così... mi gira male. Nessuna ragione in particolare. Ho solo voglia di essere felice... felice davvero: profondamente, totalmente ed irrimediabilmente felice. Invece non mi ricordo più nemmeno come ci si sente. Sì, ci sono momenti di gioia, attimi di contentezza, persino giorni luminosi, ma niente di duraturo, niente di completamente reale e tangibile. E' proprio vero: tutto ciò di cui hai bisogno è l'amore. O almeno è ciò di cui sento di aver bisogno io. Poi però qualcuno ti ricorda che l'amore non basta. Certo, ci sono tante altre cose che servono per far funzionare un rapporto: passione, rispetto, complicità, fiducia, fedeltà, condivisione e così via... ma è l'amore, l'Amore che fa girare tutto. Quindi a me viene da pensare che se c'è l'Amore, tutto il resto dovrebbe venire da sé, spontaneo, automatico. Se ci si ama davvero i problemi si risolvono insieme...
Col cazzo. A quanto pare no. O meglio: io continuo a pensare che sia così, ma i fatti purtroppo mi smentiscono. E purtroppo la mia felicità continua a dover dipendere da qualcuno che non sono io. Purtroppo non basta solo amare per essere felici: c'è bisogno anche di essere riamati. E' inutile prendersi in giro... Non basta amare. Non. Basta. Perché a tutti piace sentirsi speciali, essere il centro dell'universo per qualcuno che è il centro del nostro, dipendere da qualcuno che dipende da noi.
Qualcuno una volta mi ha detto che l'Amore è come una piantina delicata: ha bisogno di cure costanti, di acqua, di concime, di tante piccole attenzioni quotidiane altrimenti deperisce e alla fine muore. Io avevo una piantina meravigliosa, piccina piccina, appena nata... aveva tanti teneri germogli e qualche bocciolo, promessa di fiori profumati e frutti succosi... Era riuscita a farsi strada in un terreno accidentato, ma era sopravvissuta comunque, caparbia e sfacciata. Poi è rimasta senza luce e senza acqua troppo a lungo ed ora sta cominciando a seccarsi poco a poco. Finché ci sarà speranza di vederla rinvigorire sarò sempre restia a gettarla, però a volte, anche se è difficile e fa male, bisogna accettare la realtà: che forse non si riprenderà mai, che forse non diventerà mai l'albero che eri convinto sarebbe diventata. E io non mi voglio accontentare, eventualmente, di un arbusto striminzito: mi merito l'albero, mi merito i fiori, mi merito i frutti.
E' per questo che lascerò che questa piantina, o quel che ne rimane, faccia un po' quel cavolo che le pare. Io la mia parte l'ho fatta. Io ci ho messo tutto quello che ci potevo mettere. Io le ho dato tutto ciò che avevo da darle. Adesso basta: mi serve qualcosa in cambio. Ne ho bisogno. Voglio i germogli, i boccioli oppure che si secchi definitivamente. Detesto questo bilico, non ne posso più.

Voglio solo essere felice... è chiedere tanto?




Sembra proprio di sì... finirò per comprarmi una piantina di plastica.