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lunedì 22 novembre 2010

Siamo fatti per stare insieme

[...] Poi, certamente, ogni tanto nella vita ti capitano delle botte di culo. E dopo, solo dopo aver perso comunque il senno, il sonno, la ragione e i sentimenti per qualcuno, ti rendi conto - ma dopo, del tutto incidentalmente - che quella lì è anche la persona giusta, anzi perfetta per te. E allora alè, felicità a mille, festeggiamenti, dichiarazioni di fedeltà, e deliri sul Fato, il Destino, la Predestinazione, i bioritmi e Marte in Ariete e "Io l'avevo capito subito la prima volta che l'ho visto che era l'uomo giusto per me": balle. È solo una botta di culo. [...]


Oggi ho rispolverato un monologo che avevo imparato all'inizio dell'anno e che poi era finito nel dimenticatoio: la grande Lella Costa col suo "L'amore non è cieco". Come tutte le volte, mi sono fatta una grande risata perché è fenomenale, divertente e... beh, direi anche abbastanza vero. Come vogliamo definire quello stato di grazia in cui siamo certi di aver trovato l'altra metà? Quando si capisce che si è fatti proprio per stare con una certa persona e non con qualcun altro? Quando si comincia ad interiorizzare la certezza che le cose dovevano proprio andare così, da sempre? È esaltante, appagante e fa anche un po' paura, ma in senso buono. Cos'è per me l'Amore già l'ho detto e probabilmente ho usato molte più parole di quante fossero necessarie in realtà, ma solo perché è un sentimento basilare eppure così complesso da richiedere la descrizione di mille sfaccettature tutte diverse se lo si vuole raccontare. Solamente più di recente ho realizzato che ci sono proprio cascata dentro in pieno, mi ci sono buttata come Mr. Darcy nel lago della famosissima scena con tutti (o quasi) i vestiti ancora addosso.
E quindi? Io e te siamo fatti per stare insieme? Siamo destinati ad essere una cosa sola? Era scritto fin dal principio che dovevamo innamorarci ripetutamente?
Forse...

Forse sì.

O più probabilmente è stata e continua ad essere una gran botta di culo.

martedì 26 ottobre 2010

Buon viaggio, Marietta

Cos'avevo detto nell'ultimo post? Che le cose cominciavano ad andare bene? Ecco, quest'anno va così: appena mi fermo un istante a pensare che finalmente tutto gira dal verso giusto, che è un bel periodo, che sono felice succede qualcosa di brutto. Sarò io che mi attiro da sola la sfiga? Non ci credo... insomma, in questo bel momento ieri è venuta a mancare la nonna Maria. 
Sapevo che sarebbe successo presto, speravo addirittura che succedesse, però non è mai bello quando poi capita davvero. Almeno ora sta bene ed è tornata con Tony (mio nonno era così tenero quando la chiamava, mezzo in dialetto veneto, "la me dolce metà"). Avrà anche scoperto che le abbiamo detto un po' di bugie a proposito di Anthony, ma sono sicura che ha capito il motivo... e adesso se lo può coccolare senza paura di farlo cadere.
Non so perché, ma quando muoiono persone care comincio sempre a pensare alle cose che facevano da mangiare e che ora non ci sarà più qualcuno che mi preparerà quella determinata cosa esattamente allo stesso modo, con lo stesso sapore...
La nonna Maria per me sa di conserva di pomodoro, i pomeriggi d'estate in terrazza, le cassette rosse al sole, i pentoloni pieni d'acqua bollente, le bottiglie di passata, i barattoli di pelati...
Sa dell'anice con cui profumava le pizzelle, spalmate di marmellata chiara per merenda...
Sa di montagne di patate pelate, tagliate, lasciate in ammollo e fritte, il sabato sera...
Sa di fusilli alla nizzarda, maionese, olive, tonno e uova sode... e cetriolini sott'aceto.
Sa di arrosto col sughetto sbruciacchiato e patate al forno con la crosticina, di frittelle di fiori di zucca e torta di carote, di gnocchi di patate normali e al formaggio e pasta al forno con un angolo senza besciamella...
Sa anche di pizza al taglio il martedì a pranzo, perché il lunedì la pizzeria era chiusa per turno.
Mia nonna suona così e così e ha il colore acceso e deciso, forte come lei, dei fiori di fucsia che mi lasciava rubare dalle sue piante per usarle come bacchette magiche.
Ciao nonna, c'è una bicicletta per te anche in Cielo.
Ti voglio bene.

venerdì 19 marzo 2010

No day but today: measure your life in LOVE

Aria di cambiamenti... sarà la primavera che bussa alla porta?

Lunedì mattina credevo che il mondo, il mio mondo, fosse finito.
Disastro totale. Distruzione apocalittica. Un vero e proprio macello, insomma.
Ma per lo meno ero fuori dal limbo. Bella consolazione, no? sapere di non trovarsi più nel limbo e di essere precipitati all'inferno... Decisamente un pessimo inizio di settimana. Un pessimo inizio d'anno, in realtà.

Poi un raggio di sole.
Una panchina. Una birra. Un sorriso.
Non dico che tutto si sia sistemato all'istante, ma i torrenti di lacrime hanno trovato una diga forte e sicura pronta a contrastarli. Qualcuno ha rimesso in piedi le mie fondamenta che erano sul punto di crollare: il pianto si è calmato e ho intravisto di nuovo la strada per il paradiso.
Per lo meno ora so che ci può essere ancora un paradiso... lontano forse, difficile da raggiungere, ma c'è. E' là, da qualche parte e so che sta aspettando me.
Ce la posso fare: sarò felice, lo so.

E dato che alla fin fine il mio mondo era in qualche modo sopravvissuto al tracollo, martedì ho fatto una cosa che non avevo mai fatto prima in vita mia... e ne serberò per sempre uno splendido ricordo. E se il ricordo pian piano sbiadirà, avrò sempre le mie parole scritte a farmi rivivere quei momenti.

Si continua, ci si rialza, si prende un'altra strada... magari si cammina con un po' più di incertezza dopo essere caduti ed essersi fatti male, ma non si può rimanere stesi a terra ad aspettare chissà chi o chissà cosa. Si va avanti.

Basta vivere di ricordi, di passato. Basta sperare in un futuro che non so cosa o dove porterà. E' il presente che devo vivere. E' il presente che è importante. Questo momento, ogni momento: in ogni istante vive la mia eternità.

Ho amato.
Amo.
Amerò.
E non sarà mai tempo sprecato.

"Yesterday is history, tomorrow is a mystery, but today is a gift. That is why it is called the 'present'."
"Ieri è storia, domani è mistero, ma oggi è un dono ed è per questo che si chiama 'presente'."