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lunedì 20 dicembre 2010

Rainbow Cake a.k.a. la mia Torta Arcobaleno

Siccome già un po' di persone, dopo aver visto le foto su facebook, mi hanno chiesto la ricetta ho pensato di farci un bel post. La base della torta in sé è decisamente semplice: trattasi di una comunissima torta margherita. Lo ammetto: ho fregato la ricetta alla Parodi di Cotto e Mangiato... shame on me... io quella la detesto!! Comunque la parte diversa dal solito (e la più divertente) è la colorazione...
Ma andiamo per ordine e cominciamo dall'inizio.

INGREDIENTI
150gr. di zucchero
4 uova
200 gr. di burro ammorbidito (non te lo dimenticare come ho fatto io... già, la mia bellissima torta aveva un gusto un po' "piatto" e rileggendo la ricetta per copiarla qui mi sono resa conto del perché)
100 gr. di farina
100 gr. di fecola
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vanillina (o 2 cucchiaini dell'aroma che preferisci)
coloranti alimentari
PROCEDIMENTO
Prima di tutto accendi il forno: dev'essere già caldo quando infornerai la torta, quindi puntalo a 180°C. Con la frusta elettrica, sbatti bene insieme le uova intere e lo zucchero in una ciotola finché il composto non diventa soffice e spumoso. Aggiungi il burro ammorbidito (o fatto un po' sciogliere nel microonde, se ti sei scordato di tirarlo fuori dal frigo per tempo) e continua a sbattere per un altro minuto. Incorpora la farina, la fecola, il lievito e la vanillina e mescola bene (attento a non far partire subito le fruste al massimo, altrimenti la farina non starà più nella torta ma tutta addosso a te e a decorare il pavimento della cucina).
Ecco, ora comincia la parte divertente! Dividi il composto in sei ciotoline ed aggiungi il colorante ad ognuna secondo i colori dell'arcobaleno. Io avevo solo i coloranti rosso, giallo e blu quindi li ho dovuti mischiare tra loro. Penso che tu sappia come si formano i colori partendo dai primari, ma non si sa mai:
Rosso
Arancione (Rosso+Giallo)
Giallo
Verde (Giallo+Blu)
Blu
Viola (Blu+Rosso)
Mia mamma mi ha visto e con gli occhioni da bimba dell'asilo mi ha chiesto se poteva mescolare lei i colori... :D




Beh, fatto questo, in una tortiera antiaderente (o con della carta da forno sul fondo) comincia a versare i colori uno sull'altro partendo dal viola per finire col rosso, senza scuotere la teglia altrimenti si mescolano.




Inforna a 180°C (forno GIA' CALDO) per 20-25 minuti (controlla la cottura con uno stuzzicadenti: nel mio forno, dopo 20 minuti era già pronta). Lascia raffreddare per una decina di minuti, poi toglila dalla teglia e appoggia su una griglia (ho usato quella del forno).




Io l'ho capovolta perché avevo bisogno che la superficie fosse piatta per poterla decorare col fondente di zucchero (rolling fondant), ma puoi anche lasciarla dritta e anche della semplice glassa (zucchero a velo e pochissima acqua) va più che bene.
Ecco una cosa che ho scoperto cercando video su come decorare le torte: prima di procedere col fondente o con la glassa o con un bello strato di panna montata, insomma con qualsiasi copertura è cosa buona e giusta sigillare tutte quelle antipatiche bricioline che finiscono sempre per rovinare l'aspetto finale. Intendiamoci, la torta poi è buona lo stesso, ma anche l'occhio vuole la sua parte, no? Quindi seguite il processo chiamato crumb coating che fa esattamente questo: rinchiude le briciole in uno strato sottilissimo di buttercream da lasciare raffreddare nel frigorifero per un paio d'ore prima di passare alla decorazione vera e propria, qualsiasi si voglia fare. Tranquilli non è troppo burrosa... la mia puoi farla così:

BUTTERCREAM AL CIOCCOLATO BIANCO
170 gr. di cioccolato bianco spezzettato
4 cucchiai di burro
½ tazza di panna acida (cioè panna liquida con un cucchiaio di succo di limone)
½ cucchiaino di sale
1½ tazza di zucchero a velo

Sciogli nel microonde a potenza media il cioccolato e il burro, poi lasciali raffreddare. Nel frattempo prepara la panna acida, visto che normalmente al supermercato non si trova... è semplice metti il succo di limone nella panna e aspetta un paio di minuti: la panna si raggrumerà leggermente e diventerà più densa. A quel punto la potrai aggiungere al composto di cioccolato e burro insieme al sale. Con le fruste elettriche amalgama bene il tutto finché non è tutto bello liscio e spumoso. Infine aggiungi lo zucchero a velo, incorporandolo poco alla volta sempre con le mitiche e immancabili fruste elettriche. Lascia raffreddare in modo che la crema si rassodi e sia più facile da spalmare. Per il procedimento, io ho seguito questo video.


Ed ecco il mio risultato:

Da lì poi puoi procedere alla decorazione come ho fatto io o seguendo la tua fantasia!



        
Signore e signori, ecco a voi la torta finita!




Se hai dei dubbi su come versare i colori, dai un'occhiata a quest'altro video: la tizia è un'oca, ma si capisce bene il procedimento.

Spero di esserti stata utile! Commentami, iscriviti, seguimi, insultami (no, magari quello no), dammi dei consigli se ti fa piacere. A presto e buon appetito!

lunedì 22 novembre 2010

Siamo fatti per stare insieme

[...] Poi, certamente, ogni tanto nella vita ti capitano delle botte di culo. E dopo, solo dopo aver perso comunque il senno, il sonno, la ragione e i sentimenti per qualcuno, ti rendi conto - ma dopo, del tutto incidentalmente - che quella lì è anche la persona giusta, anzi perfetta per te. E allora alè, felicità a mille, festeggiamenti, dichiarazioni di fedeltà, e deliri sul Fato, il Destino, la Predestinazione, i bioritmi e Marte in Ariete e "Io l'avevo capito subito la prima volta che l'ho visto che era l'uomo giusto per me": balle. È solo una botta di culo. [...]


Oggi ho rispolverato un monologo che avevo imparato all'inizio dell'anno e che poi era finito nel dimenticatoio: la grande Lella Costa col suo "L'amore non è cieco". Come tutte le volte, mi sono fatta una grande risata perché è fenomenale, divertente e... beh, direi anche abbastanza vero. Come vogliamo definire quello stato di grazia in cui siamo certi di aver trovato l'altra metà? Quando si capisce che si è fatti proprio per stare con una certa persona e non con qualcun altro? Quando si comincia ad interiorizzare la certezza che le cose dovevano proprio andare così, da sempre? È esaltante, appagante e fa anche un po' paura, ma in senso buono. Cos'è per me l'Amore già l'ho detto e probabilmente ho usato molte più parole di quante fossero necessarie in realtà, ma solo perché è un sentimento basilare eppure così complesso da richiedere la descrizione di mille sfaccettature tutte diverse se lo si vuole raccontare. Solamente più di recente ho realizzato che ci sono proprio cascata dentro in pieno, mi ci sono buttata come Mr. Darcy nel lago della famosissima scena con tutti (o quasi) i vestiti ancora addosso.
E quindi? Io e te siamo fatti per stare insieme? Siamo destinati ad essere una cosa sola? Era scritto fin dal principio che dovevamo innamorarci ripetutamente?
Forse...

Forse sì.

O più probabilmente è stata e continua ad essere una gran botta di culo.

mercoledì 21 aprile 2010

Quanto dura la felicità?

Quanto un sorriso? Quanto uno sguardo? Quanto un abbraccio? Quanto un soffritto di pancetta? O il tempo di spegnere una sigaretta? I 90' più recupero del derby? I minuti che passano da quando la cameriera ti consegna il piatto che hai aspettato per quasi due ore a quando te lo sei spazzolato via tutto? Quanto un turno di Blood Bowl? Quanto la puntata di un telefilm demenziale? Il tempo di dividere in mazzetti le carte da gioco? Quanto il tiro di un dado? Quanto una passeggiata? Quanto l'infusione di una bustina di tè? Quanto un dvd pieno di vecchie foto? Quanto fare la schiuma al latte per preparare il cappuccino? Il tempo interminabile di cui hanno bisogno le patate nel forno? Quanto una gara di dolci? Quanto un bicchierino di Armagnac? Il tempo di un bacio?
Di sicuro è limitata... ma forse è proprio questo il punto: darle un inizio e una fine. Se fossimo perennemente felici non noteremmo neanche la differenza e tante piccole cose speciali che normalmente ci tirano su di morale rimarrebbero solo piccole cose da nulla.
E di sicuro lo scorso weekend ne ho ricevuto una buona dose. Di piccole cose da niente, ma molto speciali. Di felicità.
...strano che una buona parte di esse riguardasse il cibo, vero?

venerdì 19 marzo 2010

No day but today: measure your life in LOVE

Aria di cambiamenti... sarà la primavera che bussa alla porta?

Lunedì mattina credevo che il mondo, il mio mondo, fosse finito.
Disastro totale. Distruzione apocalittica. Un vero e proprio macello, insomma.
Ma per lo meno ero fuori dal limbo. Bella consolazione, no? sapere di non trovarsi più nel limbo e di essere precipitati all'inferno... Decisamente un pessimo inizio di settimana. Un pessimo inizio d'anno, in realtà.

Poi un raggio di sole.
Una panchina. Una birra. Un sorriso.
Non dico che tutto si sia sistemato all'istante, ma i torrenti di lacrime hanno trovato una diga forte e sicura pronta a contrastarli. Qualcuno ha rimesso in piedi le mie fondamenta che erano sul punto di crollare: il pianto si è calmato e ho intravisto di nuovo la strada per il paradiso.
Per lo meno ora so che ci può essere ancora un paradiso... lontano forse, difficile da raggiungere, ma c'è. E' là, da qualche parte e so che sta aspettando me.
Ce la posso fare: sarò felice, lo so.

E dato che alla fin fine il mio mondo era in qualche modo sopravvissuto al tracollo, martedì ho fatto una cosa che non avevo mai fatto prima in vita mia... e ne serberò per sempre uno splendido ricordo. E se il ricordo pian piano sbiadirà, avrò sempre le mie parole scritte a farmi rivivere quei momenti.

Si continua, ci si rialza, si prende un'altra strada... magari si cammina con un po' più di incertezza dopo essere caduti ed essersi fatti male, ma non si può rimanere stesi a terra ad aspettare chissà chi o chissà cosa. Si va avanti.

Basta vivere di ricordi, di passato. Basta sperare in un futuro che non so cosa o dove porterà. E' il presente che devo vivere. E' il presente che è importante. Questo momento, ogni momento: in ogni istante vive la mia eternità.

Ho amato.
Amo.
Amerò.
E non sarà mai tempo sprecato.

"Yesterday is history, tomorrow is a mystery, but today is a gift. That is why it is called the 'present'."
"Ieri è storia, domani è mistero, ma oggi è un dono ed è per questo che si chiama 'presente'."

domenica 14 marzo 2010

Un amore di plastica

Love is a many splendored thing
Love lifts us up where we belong

All you need is love!

Love is just a game


Volevo essere più forte di ogni tua perplessità, ma io non posso accontentarmi se tutto quello che sai darmi è un amore di plastica!




Oggi va così... mi gira male. Nessuna ragione in particolare. Ho solo voglia di essere felice... felice davvero: profondamente, totalmente ed irrimediabilmente felice. Invece non mi ricordo più nemmeno come ci si sente. Sì, ci sono momenti di gioia, attimi di contentezza, persino giorni luminosi, ma niente di duraturo, niente di completamente reale e tangibile. E' proprio vero: tutto ciò di cui hai bisogno è l'amore. O almeno è ciò di cui sento di aver bisogno io. Poi però qualcuno ti ricorda che l'amore non basta. Certo, ci sono tante altre cose che servono per far funzionare un rapporto: passione, rispetto, complicità, fiducia, fedeltà, condivisione e così via... ma è l'amore, l'Amore che fa girare tutto. Quindi a me viene da pensare che se c'è l'Amore, tutto il resto dovrebbe venire da sé, spontaneo, automatico. Se ci si ama davvero i problemi si risolvono insieme...
Col cazzo. A quanto pare no. O meglio: io continuo a pensare che sia così, ma i fatti purtroppo mi smentiscono. E purtroppo la mia felicità continua a dover dipendere da qualcuno che non sono io. Purtroppo non basta solo amare per essere felici: c'è bisogno anche di essere riamati. E' inutile prendersi in giro... Non basta amare. Non. Basta. Perché a tutti piace sentirsi speciali, essere il centro dell'universo per qualcuno che è il centro del nostro, dipendere da qualcuno che dipende da noi.
Qualcuno una volta mi ha detto che l'Amore è come una piantina delicata: ha bisogno di cure costanti, di acqua, di concime, di tante piccole attenzioni quotidiane altrimenti deperisce e alla fine muore. Io avevo una piantina meravigliosa, piccina piccina, appena nata... aveva tanti teneri germogli e qualche bocciolo, promessa di fiori profumati e frutti succosi... Era riuscita a farsi strada in un terreno accidentato, ma era sopravvissuta comunque, caparbia e sfacciata. Poi è rimasta senza luce e senza acqua troppo a lungo ed ora sta cominciando a seccarsi poco a poco. Finché ci sarà speranza di vederla rinvigorire sarò sempre restia a gettarla, però a volte, anche se è difficile e fa male, bisogna accettare la realtà: che forse non si riprenderà mai, che forse non diventerà mai l'albero che eri convinto sarebbe diventata. E io non mi voglio accontentare, eventualmente, di un arbusto striminzito: mi merito l'albero, mi merito i fiori, mi merito i frutti.
E' per questo che lascerò che questa piantina, o quel che ne rimane, faccia un po' quel cavolo che le pare. Io la mia parte l'ho fatta. Io ci ho messo tutto quello che ci potevo mettere. Io le ho dato tutto ciò che avevo da darle. Adesso basta: mi serve qualcosa in cambio. Ne ho bisogno. Voglio i germogli, i boccioli oppure che si secchi definitivamente. Detesto questo bilico, non ne posso più.

Voglio solo essere felice... è chiedere tanto?




Sembra proprio di sì... finirò per comprarmi una piantina di plastica.